Una piscina con le porte aperte ai ragazzi delle Comunità di Capodarco

La piscina "02"

La piscina “02”

CAPODARCO DI FERMO – Un centro sportivo attento al sociale: la piscina-palestra “O2” accoglie dallo scorso anno alcuni ospiti delle Comunità di Capodarco per corsi di nuoto settimanali. Obiettivo? L’inserimento sociale dei ragazzi anche attraverso momenti di svago e attività sportive, oltre che educative. Hanno iniziato a frequentare le vasche alcuni ragazzi accolti alla comunità Sant’Anna, una delle strutture gestite dall’associazione Mondo Minore. A Sant’Anna vivono minorenni in situazioni di disagio familiare e sociale, donne in difficoltà con figli, ragazze madri con i loro bambini.
«Dall’ottobre scorso frequentano il nostro centro sportivo 5-7 ragazzi accolti dall’associazione Mondo Minore; da fine gennaio vengono anche 6-7 bambini di Casa di Mamre, gestita dalla Fondazione Sagrini. A breve dovrebbero iniziare i corsi di nuoto anche i giovani dell’associazione “L’Arcobaleno”», riferisce Federico Andrenacci, responsabile della struttura, che conosce bene la Comunità di Capodarco, dove ha svolto l’anno di servizio civile. «Per tutte le realtà di Capodarco noi effettuiamo uno sconto del 50% su tutti i nostri servizi», ci tiene a precisare.

La palestra "02"

La palestra “02”

Il centro sportivo “O2” si trova a Campiglione di Fermo, in via Malintoppi 20. «Oltre alla piscina, comprensiva di due vasche, abbiamo anche una palestra – aggiunge Andrenacci –. La piscina è stata inaugurata il 14 settembre 2014 e da subito abbiamo contattato i vari responsabili delle comunità per instaurare un rapporto di collaborazione, innanzitutto perché crediamo in tutto ciò che la Comunità di Capodarco fa per i ragazzi del nostro territorio. E poi questo è un posto creato e pensato per gli sportivi ma anche per le famiglie, per far trascorrere delle domeniche insieme a prezzi onesti e in un ambiente pulito». Federico torna indietro con la memoria all’esperienza che ha motivato le sue scelte: «Facendo servizio civile nella villa della Comunità e fra i giovani ex tossicodipendenti dell’associazione L’Arcobaleno, mi sono reso conto di quanto sia importante far uscire questi ragazzi o far andare in acqua una persone in sedia a ruote». In un contesto tutt’altro che ghettizzante o impreparato ad accoglierli: «Bambini e giovani sono inseriti in corsi di nuoto regolari, in modo di farli sentire integrati il più possibile con la nostra realtà e col resto del gruppo. E, ovviamente, i nostri istruttori sono coinvolti nel progetto».
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